Confezionamento: importanza e requisiti

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importanza e requisiti del confezionamento

In questo articolo approfondiamo l’argomento del confezionamento e in particolare del packaging alimentare. Affronteremo l’importanza e i requisiti per un confezionamento a norma e in grado di garantire la corretta conservazione dei beni. Infine, le normative attualmente vigenti e l’importanza dell’ecosostenibilità e come si realizza un packaging sostenibile.

Il Packaging alimentare: Funzionalità e caratteristiche

Le operazioni unitarie di confezionamento di un alimento o una bevanda hanno un ruolo centrale nel suo ciclo di preparazione e commercializzazione.

Il materiale a diretto contatto con il prodotto viene definito packaging primario, e deve assolvere a diverse funzioni.

In primo luogo, deve garantirne la sicurezza, qualità e l’integrità, mantenendo il più a lungo possibile inalterate le caratteristiche nutrizionali ed organolettiche.

Inoltre, così come il packaging secondario e terziario, che rappresentano gli strati via via più esterni della confezione, deve assolvere a funzioni legate alla fruizione del prodotto stesso da parte del consumatore, garantendone praticità, sicurezza nell’handling e convenienza.

Ancora, il packaging deve assolvere a funzioni di tipo logistico, garantendo razionalizzazione, ottimizzazione e sostenibilità del ciclo vita del prodotto.

Ed infine, deve rappresentare l’unicità e l’immagine promozionale del prodotto per il successo commerciale del prodotto stesso.

Il packaging come strumento di marketing

Non a caso, l’imballaggio viene definito il “silent seller(venditore silenzioso) per sottolineare la sua importantissima funzione di marketing, soprattutto nella grande distribuzione commerciale. Oggi, infatti, sempre più, per lo sviluppo di una nuova confezione, ci si rivolge anche ad agenzie di comunicazione e design in quanto la forma, il colore e l’aspetto di un packaging possono contribuire notevolmente al successo del prodotto.

È necessario, però, sottolineare anche un altro aspetto altrettanto importante del design del packaging. L’importanza delle informazioni che vengono inserite sulle confezioni e che risultano essenziali e di vitale importanza per il consumatore finale oltre che per rispettare le normative vigenti (conformità, informazioni nutrizionali, date scadenza, ricette, ecc.).

La necessità di coniugare tutti questi elementi rappresenta una notevole sfida nella realizzazione di un packaging, oggi. Esige dinamicità e continua capacità di innovazione, da parte dell’intera filiera legata all’industria di processo.

Negli ultimi decenni, infatti, i materiali destinati al packaging primario sono passati dal ricoprire un ruolo esclusivamente strutturale-funzionale a possedere proprietà attivo-interattive a causa della crescente richiesta di fattori quali:

  • Qualità
  • Sicurezza
  • Funzionalità
  • Praticità
  • Sostenibilità
  • Shelf-life prolungata.

La “Shelf Life”

In particolare, l’espressione “shelf life” (vita di scaffale), indica il periodo di tempo che corrisponde alla vita commerciale di un alimento confezionato, che va dal momento in cui il prodotto alimentare confezionato lascia la linea produttiva, fino all’ultimo giorno considerato utile per il suo migliore consumo.

La shelf life di un prodotto non corrisponde obbligatoriamente alla sua “vita” reale, poiché la perdita di alcune caratteristiche (e in particolare quelle sensoriali) può equivalere alla fine della sua commerciabilità, ma non necessariamente alla perdita delle caratteristiche merceologiche fondamentali, di quelle igienico-sanitarie o, infine, dell’efficacia nutrizionale.

Prodotti anche stabili microbiologicamente, come le conserve e i biscotti, possiedono una loro shelf life basata sulle proprietà sensoriali, e numerosi prodotti freschi, come lo yogurt o la pasta, a seguito di un periodo relativamente prolungato, pur microbiologicamente sicuri da consumare, possono essere rifiutati per l’alterazione di qualche attributo sensoriale.

Materiale e Formato nel packaging alimentare

La scelta del materiale e quella del formato da utilizzare sono fortemente legate alle caratteristiche chimico fisiche della matrice alimentare, alla tipologia di processo di riempimento e conseguentemente ai relativi parametri operativi ed al settore commerciale a cui è destinato il prodotto.

Materiale del packaging alimentare

Per quanto riguarda la scelta del materiale, la ricerca scientifica ed industriale offre oggi molteplici possibilità.

Possono essere impiegate differenti tipologie di materiale, in alcuni casi poliaccoppiato, a seconda delle proprietà di barriera richieste, alla fragilità del prodotto e/o dell’imballo, alla lacerabilità, abbinando i materiali con caratteristiche complementari.

Il packaging, rappresentando l’interfaccia tra il prodotto e l’ambiente esterno deve fornire svariati tipi di protezione:

  • dalle sollecitazioni meccaniche
  • dall’ingresso di ossigeno e/o dell’umidità
  • dalla luce e dalla temperatura esterna.

Inoltre, il materiale deve avere specifiche funzioni tecnologiche che lo rendano “macchinabile”, ovvero resistente a sollecitazioni termiche e meccaniche durante l’assemblaggio, la chiusura e la sterilizzazione della confezione stessa.

Il materiale può essere un multilayer o un monolayer.

Nel primo caso il materiale potrà essere costituito da strati di materiale e spessore differente. Nel secondo, sarà costituito da più strati del medesimo materiale con spessori e caratteristiche differenti ottenute variando il processo di produzione (estrusione, laminazione, ecc.).

Inoltre, è possibile “potenziare” le caratteristiche intrinseche di un materiale di packaging attraverso processi di attivazione e funzionalizzazione facendo acquisire, ad esempio, proprietà antibatteriche, impermeabilità a specifiche sostanze, o semplicemente caratteristiche uniche estetiche.

Test delle performance del materiale

Le performance del materiale di packaging vengono spesso valutate attraverso misure indirette di variazione di specifici parametri di qualità del prodotto imballato. Ad esempio:

  • incremento del contenuto di umidità
  • variazione del colore
  • concentrazione di ossigeno nello spazio di testa delle confezioni o nella matrice liquida
  • variazione della concentrazione di sostanze chimiche gassose o liquide (che rappresentano reagenti e/o prodotti primari e secondari di specifiche reazioni di degradazione chimico o microbiologica).

In questo modo, è possibile rilevare eventuali difetti di saldatura del materiale o lacune inter-intra molecolari che permettono a sostanze indesiderate di penetrare e diffondersi all’interno della confezione; o semplicemente evidenziare inadeguatezza di un materiale per formulazione o spessore, in relazione alle performance target di confezionamento.

Per quanto attiene la valutazione dell’integrità delle saldature, per materiali flessibili destinati sia al confezionamento di alimenti solidi che liquidi, vengono spesso adottate procedure standardizzate dalla ASTM International (American Society for Testing and Materials).

Esistono diverse tipologie, a seconda della tecnica e dello strumento utilizzato:

  • Pressure Test: la confezione sigillata viene gonfiata introducendovi aria compressa attraverso un setto di gomma siliconata incollato alla busta. La confezione è gonfiata fino a determinarne l’apertura o la rottura. Il setto è collegato ad un software che elabora i risultati.
  • Vacuum Test: il packaging è posto in una condizione di sottopressione, che determina il gonfiamento della confezione. La perdita della pressione della confezione implica dei difetti di integrità delle saldature.

Tale tecnica può essere condotta in una camera di depressione ad aria. La confezione, posta tra due superfici piane rigide, viene messa sotto pressione. Si registra, con un apposito software o con la semplice valutazione visiva, la sua evoluzione nel tempo: la riduzione della pressione sarà molto rapida in caso di saldature difettose e molto lenta se invece dovuta a permeazione attraverso le pareti integre.

Tale tecnica non permette però di comprendere l’esatta collocazione spaziale dei difetti delle saldature, ma consente di stabilire solo se una confezione è difettosa oppure no.

Il Vacuum Test può essere condotto anche ponendo la confezione in una vasca contenente un liquido (di solito acqua). Si può, così, osservare la fuoriuscita di bolle d’aria dai difetti d’integrità. Tale test, chiamato anche Bubble Test, è uno dei più diffusi, in quanto permette di valutare il comportamento dei punti critici di una confezione. È possibile, infatti, individuare la posizione e la grandezza delle bolle d’aria che fuoriescono da ogni confezione esaminata con estrema precisione.

Ulteriori test

Ulteriori test vengono effettuati per garantire non vi sia migrazione globale e specifica dal packaging all’alimento e/o cessione di sostanze ritenute nocive per la salute al fine di stabilire che il materiale sia idoneo al food contact (MOCA).

Tali aspetti sono prescritti dai regolamenti CE 1935/2004 e CE 2003/2006. In base ai regolamenti citati, in caso in cui non vi fosse una normativa europea specifica, gli stati membri possono stabilire misure nazionali. Inoltre, vale la pena sottolineare che esistono regolamenti distinti per specifiche categorie di materiali, come ad esempio i materiali polimerici, a base di cellulosa, a base di metalli e vetro.

Ulteriori test diretti vengono eseguiti sul packaging per determinare l’Oxygen Transmission Rate (OTR), il Water Vapor Transmission Rate (WVTR) e valutare quindi la permeabilità del materiale all’ossigeno e al vapor d’acqua.

Viene effettuata l’analisi calorimetrica e dinamo meccanica per valutare le proprietà viscoelastiche dei materiali e più in generale la sua attitudine all’impiego nei processi termomeccanici di confezionamento.

Accanto a questi test, vengono eseguiti Peel o Seal test per valutare eventuali difetti nella fase di accoppiamento tra starti diversi di materiale composito o omogeneo e più in generale per misurare la forza necessaria a dissaldare due strati di materiale accoppiati (base web e lid).

Per verificare e valutare le performance di resistenza meccanica, il materiale e/o la confezione possono essere sottoposti ai cosiddetti impact e puncture test, a seconda che la superfice di materiale esposta alla sollecitazione ortogonale sia più estesa o puntuale.

Packaging sostenibile

Accanto ai test citati a titolo esemplificativo è importate sottolineare che esistono protocolli e regolamenti specifici a seconda della tipologia di materiale, per certificarne la riciclabilità e ove possibile la compostabilità.

La ricerca di packaging più sostenibili ed efficienti è ad oggi il tema centrale per tutta l’industria dell’imballaggio e, in generale, per le aziende che producono i cosiddetti “fast moving consumer goods” ovvero i beni di largo consumo. In particolare, per le aziende che operano nel settore alimentare, grazie alla crescente presa di coscienza e sensibilità che si è avuta da parte dell’opinione pubblica e degli organi di legislazione e vigilanza (europei e mondiali), in tema di sostenibilità ambientale, lotta all’inquinamento, riciclabilità ed ottimizzazione delle risorse.

La progettazione di confezioni che impieghino materiali riciclabili sembra essere la colonna portante dell’innovazione e della ecosostenibilità nel settore del packaging. Le industrie stanno spingendo moltissimo in questa direzione e le politiche internazionali incoraggiano moltissimo, attraverso diverse forme di incentivi.

Ciò si traduce in una “evoluzione” del packaging alimentare: si è passati da materiali non riciclabili destinati alla discarica a quelli che, pur non essendo riciclabili, possono essere inceneriti per produrre energia.

Ad oggi, si sta andando verso packaging che sono riciclabili, per poi arrivare a packaging che utilizzano materiali riciclati. In questo caso, attualmente la normativa non consente l’utilizzo di materiali riciclati nell’ambito del food contact: quest’ ultimo step rappresenta una sfida in particolare per il settore del packaging alimentare.

La normativa europea

L’Europa con la Direttiva 94/62/CE ha riconosciuto la “funzione sociale ed economica fondamentale” del packaging e il suo valore in quanto prodotto capace, se ben progettato e gestito lungo tutto il suo ciclo di vita, di ridurre gli sprechi e di evitare che altri beni si trasformino in rifiuto prima ancora di essere arrivati al consumatore finale.

Con l’obiettivo di valorizzare i materiali e trasformare il rifiuto di imballaggio in una risorsa, l’Europa punta da sempre sulla prevenzione e sulla corretta gestione degli imballaggi una volta che diventano rifiuti.

Per questo, sin dal 1994, ha stabilito importanti obiettivi di riciclo, incrementati poi nel 2004, e che sono ancora oggi in discussione all’interno di un più ampio processo di revisione delle direttive comunitarie in tema di “migliore utilizzo delle risorse, tutela dell’ambiente e gestione dei rifiuti”, riassunto sotto il termine “Pacchetto per l’Economia Circolare”.

La Commissione Europea ha pubblicato, a gennaio del 2018, una strategia europea per la plastica nell’economia circolare. La strategia stabilisce i seguenti obiettivi:

  • Tutti i packaging in plastica nell’UE devono essere riutilizzabili o riciclabili in modo economico entro il 2030;
  • Riciclaggio di oltre il 50% dei rifiuti di plastica generati in Europa entro il 2030;
  • Aumento di quattro volte della capacità di selezione e riciclaggio e raccolta differenziata migliorata entro il 2030;
  • Aumento di quattro volte della domanda di materie plastiche riciclate, supportato da un mercato consolidato;
  • Maggiore utilizzo di materiali innovativi e materie prime alternative (ad esempio combustibili non fossili) per la produzione di plastica;
  • Maggiore utilizzo di soluzioni circolari per promuovere la prevenzione dei rifiuti di plastica, come ad esempio la logistica inversa per l’imballaggio e le alternative alla plastica usa e getta;
  • Una riduzione “drastica” delle perdite di plastica nell’ambiente;
  • Un ruolo guida per l’UE nel contesto globale della gestione dei rifiuti di plastica e dell’inquinamento.

Inoltre, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale di alcune tipologie di plastiche monouso, nel maggio 2018 la Commissione ha proposto un’iniziativa legislativa sulla plastica monouso. Le misure adottate includono:

  • Un divieto a livello UE di bastoncini, cannucce, piatti e posate in cotone plastico monouso (con esenzioni fino al 2023), agitatori per bevande, bastoncini per palloncini, plastica oxo-degradabile e contenitori e bicchieri per alimenti in polistirene espanso;
  • Obbligo per i paesi dell’UE di adottare misure per ottenere una riduzione del 25% del consumo di contenitori e bicchieri per alimenti per bevande;
  • L’obbligo per i paesi dell’UE di ridurre i rifiuti post consumo dei filtri per prodotti del tabacco contenenti plastica del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030;
  • Regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR) che includono i costi di pulizia e misure di sensibilizzazione;
  • Norme armonizzate e un regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) per gli attrezzi da pesca, nonché un obiettivo di raccolta del 50% e un obiettivo di riciclaggio del 15% per gli attrezzi da pesca entro il 2025;
  • Obbligo di raccogliere separatamente il 90% dei contenitori per bevande e garantire che vengano prodotti dal 35% di contenuto riciclato entro il 2025;
  • Obbligo di prevenire l’uso di sostanze chimiche pericolose nella composizione di articoli sanitari;
  • Obbligo di etichettare i prodotti per informare i consumatori sulla presenza di sostanze chimiche che destano preoccupazione in alcuni prodotti di plastica monouso.

Conclusioni

I.T.P. srl è un’azienda che da sempre è in prima linea nello sviluppo di packaging sostenibile. Collaboriamo da anni con aziende, nazionali ed internazionali, per la realizzazione ed ottimizzazione dei processi per produrli. In un prossimo articolo parleremo, infatti, di un caso studio sul packaging. La speranza e, soprattutto, il nostro obiettivo, è sensibilizzare le aziende, che ancora oggi non sfruttano la ricerca e la tecnologia, per realizzare ed adottare packaging sostenibile nelle loro filiere. Per raggiungere tale scopo, da alcuni anni, forniamo anche supporto tecnico e finanziario alle aziende che desiderano presentare domanda per usufruire dei tanti incentivi e vantaggi economici che l’Italia e l’Europa promuovono. In questo modo, si velocizza la richiesta e si evita di commettere errori. Se desideri approfondire ti invitiamo a visitare le seguenti pagine o contattarci:

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